Basta “furbetti” di Amazon: l’azienda prende provvedimenti, da oggi cambia tutto

Amazon ha deciso di dare un taglio ad una pratica “furbetta” che, come sappiamo, era davvero dispendiosa per l’azienda: i dettagli.

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Basta “furbetti” di Amazon: l’azienda prende provvedimenti, da oggi cambia tutto (Influencerquotidiano.com)

Amazon è l’azienda che di fatto ha rivoluzionato tutto il mondo dell’e-commerce e del commercio per come lo intendiamo oggi, di fatto sbaragliando tutta la concorrenza che, come sappiamo, non è mai riuscita ad adattarsi al mondo che cambia e, per questo motivo, o è stata assorbita o è stata sbaragliata del tutto. Una delle qualità maggiori di questa azienda è sempre stata, come sappiamo,  la politica dei resi che, come sappiamo, sono sempre stati di 30 giorni.

Entro questa data, infatti, il cliente poteva gratuitamente restituire il prodotto in questione e, in cambio, gliene sarebbe arrivato un altro in maniera completamente gratuita ed a carico dell’azienda che, come sappiamo, è sempre stata molto attenta alle esigenze del cliente finale e, soprattutto, alla sua soddisfazione. Ciò nonostante, tuttavia, da qualche giorno è entrata in vigore una nuova politica per i resi che ha letteralmente spiazzato tutti ma che, di fatto, ha una motivazione ben precisa. Di che cosa stiamo parlando? 

Il riferimento è a quelle pratiche decisamente “furbette” che alcuni clienti hanno sempre fatto: sebbene stiamo parlando comunque di numeri decisamente bassi, per Amazon evidentemente i costi erano diventati insostenibili in un’ottica di crescita sana dell’azienda. Ma di che quali pratiche stiamo parlando e, soprattutto, quali sono le nuove politiche di reso da parte di Amazon che, come spesso accade in questi casi, sono passate in secondo piano? Ecco tutti i dettagli.

Resi Amazon, cambia tutto: le novità

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Reso Amazon, cambia tutto: ecco le nuove politiche (Influencerquotidiano.com)

Come sappiamo Amazon dava la possibilità di restituire il prodotto entro 30 giorni gratuitamente. Allo stesso tempo, però, gran parte di essi, non venivano ritirati dall’azienda, soprattutto se il costo dell’oggetto in sé era di pochi euro: il motivo di questa scelta da parte dell’azienda va ricercata nel fatto che, come sappiamo, i costi che Jeff Bezos deve sostenere per il rientro impattano maggiormente sull’azienda rispetto a quanto effettivamente questa guadagnerebbe dalla vendita.

Risultato? Il cliente si teneva due prodotti al prezzo di uno e, una volta capito il “trucchetto”, di fatto attuavano queste politiche anche su oggetti assolutamente integri. Adesso, però, tutto cambierà: non sarà più possibile sostituire il prodotto oltre i 14 giorni dal suo acquisto, che di fatto è il minimo sindacale previsto dalla legge.

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